Sono la mia supereroina

Molti continuavano a chiedermi cosa fosse il burlesque, come se si trattasse di una lezione di storia, piena di fatti e concetti. Non capivano che nel chiedermi questo stavano chiedendo che rivelassi il mio me più intimo.
Perché è cosi, per poter definire il burlesque devi viverlo e farlo tuo, non esiste una definizione unica, non esiste un’unica prospettiva.
Mi è sembrata però, una domanda così importante che ho deciso di rispondere. 

Ho deciso di diventare un libro aperto con voi, perché sono convinta che spogliarsi ne valga la pena. E confido che alla fine di questo piccolo monologo, anche voi ne sarete convinti.

Per me, il burlesque è lo strumento perfetto per conoscere se stessi. Perché per spogliarsi davanti a qualcun altro, bisogna prima farlo davanti ad uno specchio.
Nel mio caso, pignola come sono, la prima volta che mi sono spogliata, ho visto solo ciccia, una vita troppo larga, una donna bassa, un diverso colore di carnagione sul mio corpo. Ho visto solo e soltanto imperfezioni. E non potevo credere che quel riflesso fosse mio.
Ho deciso quindi di guardare quello strano riflesso in ogni dettaglio, ogni curva, ogni sfumatura di quel corpo che finora non sembrava appartenermi.
Con grande sorpresa, ho scoperto che quella ciccia che pensavo fosse di troppo, quella vita che non mi era mai piaciuta, quei difetti che mi saltavano sempre all’occhio, erano solo il contorno di una donna bellissima.  
Erano le caratteristiche necessarie per far risaltare il mio sorriso, il mio sguardo, i miei fianchi, insomma, la mia presenza.
Mi sono resa conto che quando entro in una stanza nessuno guarda se sono magra o formosa: la prima cosa che notano è il mio sorriso.
Ma la scoperta non si è fermata lì. Una volta che ho visto il mio “esterno”, ho iniziato a conoscere il mio “interno”.
Ho iniziato a sorridere di più e a cercare, con questa nuova forma di osservazione, la bellezza in chi mi circondava. Ho trovato persone disponibili e sorridenti e, siccome ho smesso di lamentarmi e ho iniziato a godermi di più questa bellezza, anche chi mi stava attorno viveva questo spirito leggero.
Ho iniziato a “darmi retta” quando non volevo fare qualcosa e a lanciarmi quando volevo farla. Ho capito il peso di un si e di un no e ho imparato a rispettare la mia volontà. E non solo, ho imparato a rispettare la volontà degli altri, perché ho capito quanto difficile possa essere prendere una decisione e quanto difficile a volte sia dire di no.
Trascorsi un paio di mesi, sono diventata una donna diversa e ora non voglio più tornare indietro.
Mi alzo ogni giorno fiera di me e di quella che mi guarda dallo specchio.
Con questi nuovi occhi ho una nuova prospettiva della vita e di quello che affronto ogni giorno. Sono la mia supereroina.

Spero davvero che anche voi possiate un giorno guardare il mondo così, non con i miei occhi ma proprio con i vostri, senza l’influenza di quello che dicono gli altri ma come prodotto di un viaggio tutto vostro. 

Ho risposto alla domanda?