Il colore e il profumo del Natale

[:it]Il profumo del Natale[:]

Sono andata via di casa che avevo 19 anni.  Avevo deciso di abbandonare il mio paesino per andare a vivere in città. Per i miei genitori è stata una tragedia. La prima volta che sono salita sul treno in direzione Pesaro mia mamma piangeva come se stessi partendo per la guerra. Io tra me e me mi chiedevo: “Ma cosa avrà da piagnucolare? Ne ha tre di figli da accudire. E poi non ha imparato a gestire le emozioni quando è andata via di casa la prima figlia?”.

Questi miei pensieri sono finiti tutti nel water dopo qualche giorno dalla mia conquistata libertà. Sentivo che mi mancava qualcosa, che non era tutto bello come pensavo.
Mi mancava essere svegliata da papà. Dovete sapere che papà mi svegliava toccandomi il piede piano piano e, solo quando percepiva un mio movimento come segno di risposta, mi diceva che era ora di alzarmi per andare a scuola.
Mi mancavano i risvegli della mia mamma che, contrariamente a quelli di papà, erano un po’ più rumorosi. Le sue urla arrivavano nitide con una frequenza di 100 decibel (dB) alla mia stanza indipendentemente dal punto di partenza.
Mi mancavano i rimproveri per aver fatto questo o quello.
In soldoni mi mancava la mia famiglia.
Contrariamente a quanto vi aspettate di leggere, non sono tornata a casa piangendo (troppo scontato).
Ho deciso di vivere la città per tutto l’anno senza fare una piega, ma all’avvicinarsi  delle vacanze non pensavo ad altro che a tornare al paesello.

Le mie vacanze pasquali, estive o natalizie iniziavano, come mi faceva notare la mia coinquilina dei tempi, almeno una settimana prima della reale partenza. Piazzavo la valigia giorni prima in mezzo alla stanza in attesa di poterla chiudere e partire.

Tra tutte le vacanze dell’anno quelle che più preferisco sono quelle natalizie.

Il Natale per me è famiglia. In 33 anni non ho mai passato il Natale lontano dai miei.
Non so se è per abitudine imposta o scelta ma sta di fatto che è un’abitudine che non cambierei per niente al mondo, poiché in questo periodo la casa si colora e profuma di qualcosa di speciale.

Le luci scintillanti della vetrata in sala illuminano la stanza, l’albero alto fino al soffitto ruba il posto alle poltrone, le palline e le stelle filanti sovrastano il presepe, i regali animano di festa l’ambiente. Le finestre si colorano del candore della neve, papà è pronto a pulire la lunga scalinata per spianarci l’uscita. Spuntano stivali e orrende scarpe di pelo.

Il profumo del Natale sa di mandarino, del fumo della stufa a legna, del cibo e dei biscotti al burro e inebria ogni stanza. La casa si riempie di gente che viene e che va a qualsiasi ora del giorno.
Ci si ferma a mangiare con cene improvvisate ma sempre ben riuscite.
Il pranzo di Natale rigorosamente a casa dei nonni con tutto il parentado dopo il classico tour a casa di amici e parenti per gli auguri.

Ma la cosa che più adoro del Natale sono le serate passate sul divano tutti e sette insieme appassionatamente. Stretti stretti incastrati per starci tutti mentre vanno le maratone dei film di Harry Potter.

La mia casa a Natale si colora di parole e si riempie di caldi discorsi.
È così che ho sempre vissuto il Natale ed è così che spero di continuare a viverlo.

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