La mia seconda casa: Maison Le Fanfarlo

“Da quando abbiamo una sede mi capita spesso di andarci. Ci vado per riunioni, per lezioni, per workshop, per sistemare il cloud delle foto utili al gruppo social.
Beh, insomma, da quando esiste non perdo occasione per passare del tempo in Maison Le Fanfarlo!”

Questo sarebbe stato l’inizio perfetto per il mio articolo dedicato alla nostra “casa”.
Se non fosse che, da quando è scoppiata la più grande pandemia globale dopo l’influenza spagnola del secolo scorso, non ci ho più messo piede.
Con l’arrivo del lockdown, Maison Le Fanfarlo è diventata inavvicinabile.
Gli unici modi per vederla e perdersi tra i suoi spazi, è stato guardare le dirette (girate da Lisa in solitudine) sul nostro profilo instagram, e fare lezioni on-line.
Ma, nonostante la tristezza nel cuore, in questo articolo non voglio scrivere di come è triste non poterci andare.
Voglio raccontarvi come è stato bello renderla “casa”.

Alcuni di voi hanno avuto modo di venirci a trovare prima del lockdown (per l’open-day o per seguire una delle tante attività), e sappiamo che siete rimasti strabiliati.
Ma, quello che ammiriamo oggi, è stato frutto della genialità e manualità di Lisa e di noi Fanfarlo. 

Non è stato semplice trovare il luogo giusto. Non tutti i locali erano adatti alle nostre esigenze: cercavamo qualcosa che ci desse la possibilità di creare uno spazio multifunzionale e che rendesse giustizia alla serietà dell’associazione, ma allo stesso tempo rendesse palese la spensieratezza della nostra attività principale (non tutti i posti permettono di conciliare desk e boa di piume).
Cercavamo un posto spazioso, caldo e accogliente e ad un costo che non prevedesse dissanguamento.

Quando ormai le forze e la voglia di cercare iniziavano a mancare, in un afoso pomeriggio di Agosto, ecco che ciò che faceva al caso nostro si è palesato: una palestra chiusa al pubblico da 20 anni su viale Monza (Milano).
Di primo acchito è stato difficile carpirne le potenzialità: i primi video girati narravano di uno spazio abbandonato dalla notte dei tempi, impolverato e pieno zeppo di cose.
Ma, fortunatamente, gli occhi vispi di Lisa avevano scorto, al di sotto della polvere decennale, la sua vera bellezza, prima ancora che si manifestasse.

Trovato il posto, ora non restava che renderlo nostro.
Così i mesi tra Agosto e Ottobre 2019 sono stati intensi.
Avendo deciso di inaugurare la scuola i primi di Ottobre dovevamo darci da fare. Lisa ormai era più lì che a casa propria, e noi Fanfarlo (chi più, chi meno) ci davamo il cambio in gruppetti per dare una mano.
Dopo lavoro, tra un impegno e l’altro, ci ritrovavamo a pulire, scartavetrare e pitturare mobili di un’altra epoca per renderli più affini al nostro stile.

Personalmente ho accusato abbastanza la fatica (il tragitto per tornare a casa era lungo), ma mai avrei perso l’occasione di contribuire alla nascita della nostra “casa”.
Dopotutto, senza “sangue, fatica, lacrime e sudore” (come direbbe Winston Churchill), non sarebbe diventata come la volevamo che fosse: Maison Le Fanfarlo.

La prima a rinascere nelle nostre mani è stata “Armadia”: l’armadio liberty dietro al desk all’entrata della sede, dal colore pantone fanfarlo fatto fare per l’occasione. Dopo averlo scartavetrato, stuccato e passato con primer, era pronto per una passata di colore. Fiore all’occhiello: i pomelli originali color oro, risaltati dopo una gran lucidatura.
A ruota poi hanno preso vita i tavolini della zona trucco, i tavolini per la zona intrattenimento, e il tavolo delle riunioni. Cornici, sedie e vetrinetta, colorati con colori super POP, erano ora degni di essere definiti “fanfarlosi”. 

Man mano che il tutto prendeva forma, anche i muri si  coloravano di meravigliose tinte, grazie anche alla mano santa del nostro vice presidente Alberto. La nostra quota azzurra si è rivelato essere un ottimo collaboratore di grandi dote artistiche, eccezionalmente preciso e attento ai particolari.  

Nel giro di poco più di mese la “sede” si è tramutata da sogno a realtà ed era pronta per il pubblico. Ma soprattutto per noi. 


È stato  emozionante sapere che da lì a poco non avremmo più dovuto invadere il salotto di “casa Dalla Via” per fare riunioni (non che ci dispiacesse, visto che ci ha fatto sentire sempre a casa), e non avremmo più dovuto dividerci nelle varie scuole per fare lezioni.
Tutto si sarebbe svolto sotto un unico tetto: quello del civico 185 di Viale Monza.  

Ora, dopo più di 3 mesi di chiusura, finalmente possiamo riaprire!
E, se non credete alle mie parole, vi invito a fare una googolata e a  venirci a trovare in Maison Le Fanfarlo.
Scoprirete che la bellezza della nostra casa di cui parlo, non è solo fantasia.


Joie Devivre

Joie Devivre

33 anni, nata in un paesino di provincia sotto il segno del Leone, è solare, altruista e coinvolgente. È sempre stata una sognatrice (questo giustifica il suo leggendario sorriso da chi vede gli unicorni narrato da chi la incontra). É anche una persona diretta e comprensiva ma solo con chi vuole. Ama romanticamente e la gelosia è insita nella sua natura. L’ascendente in Capricorno le dona quella testardia e caparbia che le permette di mettersi in gioco per rendere l’impossibile possibile. Trasferitasi a Milano per l’università e rimasta dopo aver trovato lavoro e amore, qui ha potuto dare libero sfogo alle sue fantasie iniziando un corso di burlesque. Il burlesque l’ha resa una donna con una marcia in più. La modestia non è il suo forte.