Una misogina convertita

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Pur essendo donna, ammetto di aver avuto per tanto tempo un atteggiamento che non esito a definire misogino: da persona decisamente intransigente posso perdonare la mediocrità in un uomo (forse), ma di certo non in un esponente del mio stesso sesso.

Il privilegio di nascere femmina, l’orgoglio di vivere come donna, sono pietre angolari del mio modo di vivere.

Senza compromessi. Senza mezze misure. Senza zone grigie.

Questo è anche il significato del mio tatuaggio, fatto a 18 anni e mai rimpianto. Il simbolo stesso della Donna, nel suo significato più alto e più profondo. Grata a Lei per essermi sempre di ispirazione. Ora a 30 anni è il momento di dargli nuova luce e nuove sfumature, ma questa è un’altra storia.

Misoginia dicevamo. Si, perché se nell’umanità riuscivo a scorgere sprazzi di sereno, nelle donne spesso vedevo solo abissi di debolezza e opportunismo.

Le amicizie femminili che sono riuscita a coltivare sono quindi il frutto di una profonda stima e di tanto lavoro. Comprensione e fiducia. Affetto e pazienza.

C’è un motivo se questo pezzo esce oggi.

Oggi è il compleanno della Rossa, alias Charlotte Rouge.

No, non riesco a chiamarla con il suo nome (soprattutto perché quando succede, si spaventa!). Per me lei è semplicemente la Rossa.

L’amicizia tra donne, dicevamo, è un procedimento complesso, sempre in divenire. Bisogna districarsi fra l’invidia e la rivalità, la gelosia e il pettegolezzo, anche quando si sente a pelle che potrebbe nascere un bel rapporto. Sempre in bilico fra l’ammirazione e la voglia di farsi uno sgambetto (nel nostro caso non solo metaforico!).

Quattro anni fa però incontravo questo bizzarro esemplare di ventenne: taciturna, diffidente, scontrosa… un gioiello insomma!

Fin dalla prima occhiata fu chiaro: sarebbe stato grande amore o guerra aperta.

Qualche tempo fa Le Fanfarlo hanno affrontato il loro primo shooting fotografico e, in particolare, mi sono dovuta destreggiare su un set con la Rossa. Per chi non se ne fosse accorto, Charlotte Rouge è straordinariamente fotogenica. Ogni scatto è più bello del precedente. Ogni posa è azzeccata, ogni espressione funziona. Quindi posare con lei è potenzialmente un dramma.

Vi racconto questo episodio perché mi ha fatto molto riflettere sul nostro rapporto: il fotografo a fine giornata ci ha chiesto se fossimo una coppia. E la verità è che la domanda non mi ha sorpreso più di tanto.

Ormai il livello di sintonia (e di telepatia!) che abbiamo raggiunto è quasi inquietante.

Questo però non è frutto di magia, nessun coniglio che esce dal cilindro. Sono stati anni di mattoni e calcestruzzo, di confronti aperti, di scudi alzati contro interferenze esterne.

Per questo sono grata alle Fanfarlo: mi stanno insegnando che noi donne siamo in grado di tenerci per mano e darci forza a vicenda. Non rivali ma complici. Perché se siamo unite, nessun muro è troppo spesso, nessun ostacolo troppo alto, nessun progetto troppo ambizioso.

Sto scoprendo donne straordinarie e amiche su cui contare, in tanti modi diversi quanti sono i loro caratteri: qualcuna più esuberante ed affettuosa, qualcuna silenziosa ma presente, qualcuna pronta a bacchettarmi per dirmi “se hai bisogno, non aver paura di chiedere”.

Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare questo gruppo di Donne straordinarie, grazie alle quali ho più capelli bianchi, più ore di sonno arretrato e qualche ruga in più (ma sono quelle del sorriso, quindi va bene così).

Grazie ragazze, siete la mia speranza in un mondo migliore.

PS: @Charlotte Rouge: se non avessi voluto farti una sorpresa, saresti stata la prima persona a cui avrei chiesto un parere su questo pezzo.

Lady Godot

Lady Godot

Perversamente razionale. Gran baciatrice. Pessima casalinga. Inizia a esplorare il mondo del burlesque per smussare i lati del suo carattere e inaspettatamente impara a scoprirsi e svelarsi, anche e soprattutto a sé stessa. Il suo debole per lo shopping che prima abbracciava solo tacchi e cappelli, ora si sfoga su corsetti, pasties, reggicalze e boa di piume. Dalla nonna brianzola eredita la parlantina e la passione per lo spettacolo. E ne fa un mestiere. Lady Godot è una performer nella vita reale. Per questo va in scena. Per tornare ad essere una bambina vera.

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