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Che si tratti di foto di scena, ritratti promozionali, backstage o momenti di lavoro, saper raccontare ciò che facciamo attraverso le immagini è diventato fondamentale: per costruire la propria identità artistica, per comunicare il proprio stile, per valorizzare un numero o semplicemente per conservare la magia di ciò che accade sul palco.
Nella vita di una burlesque performer — ma anche di chi danza, recita, crea, insegna o produce contenuti — la fotografia non è solo uno strumento tecnico: è parte del linguaggio scenico, un’estensione della nostra presenza, un modo per dare forma visibile alla nostra personalità.
Fanfarlo Burlesque Academy insieme al fotografo Valerio Iglio propone un corso pensato per ribaltare l’approccio tradizionale alla fotografia: non partiremo dalla tecnica, ma da ciò che vuoi esprimere.
La tecnica verrà di conseguenza, come strumento consapevole e al servizio della tua visione.
Con Valerio imparerai a guardare, scegliere, comporre e costruire un’immagine che parli davvero di ciò che senti e vuoi raccontare.
Gli incontri si terranno il venerdì sera, con l’unica eccezione dell’ultima lezione che avverà di sabato.
La durata di ogni incontro è di 2 ore, dalle 19:00 alle 21:00.
Venerdì 30 gennaio: Cos’è una fotocamera
Venerdì 6 febbraio: Il triangolo dell’esposizione
Venerdì 20 febbraio: Esempi pratici e linguaggio della luce
Sabato 28 febbraio: Composizione
Quota di partecipazione: 100€
+ 12€ tessera associativa LeFanfarlo 2025/2026 (obbligatoria se non la possiedi già)
Venerdì 30 gennaio
Non un oggetto tecnologico, ma uno strumento che cattura e interpreta la luce.
Dalle analogiche alle digitali, smartphone, stenopeiche, droni e camere oscure: ogni mezzo apre un immaginario diverso.
Parte pratica: manipolazione e prova di vari strumenti e obiettivi
Venerdì 6 Febbraio
ISO, diaframma, tempi.
Non formule, ma scelte narrative: cosa mostrare, cosa sacrificare, cosa interpretare.
Parte pratica: scatti + analisi in Lightroom
Venerdì 20 febbraio
Come ogni impostazione cambia senso e storytelling dell’immagine.
Parte pratica: tre scatti dello stesso soggetto con setup diversi
Sabato 28 febbraio
Regole classiche e nuovi modi di vedere.
Il vuoto, il fuori campo, la trasgressione consapevole.
Parte pratica: esercizi creativi, scattare senza mirino, monocromie, vincoli.
Valerio Iglio
Valerio Iglio nasce a Napoli nel 1962 e sviluppa una profonda passione per la fotografia già all’età di dodici anni. Mosso dalla curiosità, inizia a scattare per strada e impara presto l’arte dello sviluppo e della stampa in autonomia, armeggiando con bacinelle e acidi in casa.
Nonostante questa precoce vocazione, Iglio intraprende la carriera di ingegnere manager, lavorando per importanti aziende metalmeccaniche come Fiat a Torino, Ferrari a Maranello e Geico a Cinisello. Durante questi anni impegnativi, la fotografia resta una compagna discreta, utilizzata per cogliere momenti di vita familiare o come valvola di sfogo durante i frequenti viaggi professionali.
Nel 2019, Valerio ritrova un nuovo equilibrio che gli permette di riprendere la sua ricerca fotografica con una libertà mai provata. Il suo lavoro si muove tra diversi generi: dalla street photography – la sua antica passione – al reportage di viaggio, dalla fotografia di scena per eventi performativi alla ritrattistica in studio.
Nonostante l’eterogeneità, i suoi soggetti preferiti restano le persone, colte in visioni inconsapevoli o in veri e propri incontri. Nei suoi ritratti, i moti dell’anima diventano il senso profondo della sua ricerca, riassunta dalla massima: “Non si fotografa mai qualcosa che non si ama, almeno in qualche modo. Ma l’amore del fotografo non è verso la persona: è verso l’immagine.“